YE_ES_1

Youth Exchange in Spagna: la testimonianza di Stefano

 

“PROJECT U” è stato un progetto di scambio che ha riunito 25 giovani provenienti da quattro paesi europei, Spagna, Italia, Lituania e Romania, dal 3 al 12 settembre a Playa de Piles, nella comunità valenziana.

Alla base di questo Youth Exchange, sviluppato all’interno del Programma Erasmus +, vi è stato 
lo scopo di favorire l’inserimento lavorativo dei partecipanti attraverso un orientamento personale e professionale mirato a scoprire per ciascuno le proprie competenze e passioni, nonché acquisire alcune tecniche utili per l’elaborazione del CV e per la preparazione dei colloqui di selezione.

Stefano, uno dei giovani coinvolti e ospitati dall’associazione Associació Cultura Creativa, ci riporta la preziosa testimonianza della sua esperienza:

 Quel giorno di inizio agosto, scorrendo annoiato la home di Facebook, il mio occhio si è soffermato su un post particolare, recante l’immagine di un balzo atletico sullo sfondo di una spiaggia immacolata…

“PROJECT U”, uno Youth Exchange in quel di Playa de Piles, un progetto europeo che faceva proprio al caso mio. Era l’ultima opportunità da cogliere al volo, avendo avuto 30 anni e di lì a poco sarebbe stato il mio compleanno, varcando così il limite d’età consentito.

Bene, invio subito la candidatura.

In seguito la mia candidatura fu approvata e fui scelto come Group Leader. Incarico che accolsi con grande entusiasmo e come banco di prova per rimettermi in gioco dopo un lungo periodo di inattività dovuto anche al Covid, in più come palestra per rafforzare le abilità di leadership

Una volta atterrati in terra iberica abbiamo avuto la fortuna di assistere a Valencia al Festival de Las Fallas, una combinazione di feste, parate, statue di cartapesta giganti e fuochi d’artificio.  Una volta giunti all’ostello esso si rivelò, almeno ai miei occhi di veterano di progetti europei, un autentico hotel extralusso: non mi ero mai ritrovato in una camera affacciata a pochi metri dalla spiaggia. Un autentico lusso!

Ad accoglierci trovammo subito Svetlana, la ragazza che, assieme a Veli e Maria, avrebbe diretto e organizzato le nostre giornate. Successivamente facemmo conoscenza degli altri ragazzi partecipanti provenienti da Spagna, Lituania e Romania.

YE_ES_10

Durante la prima giornata si sono svolte attività di conoscenza reciproca al fine di rompere il ghiaccio, conoscenza personale, dei nostri obiettivi, delle nostre aspettative e timori. Nella seconda e nella terza abbiamo fatto un approfondito lavoro concentrato sulla scoperta del nostro Ikigai, il metodo nipponico per scovare all’interno di sé il proprio scopo nella vita. 

YE_ES_11

A metà progetto ci siamo goduti una giornata trascorsa nella storica cittadina di Gandia, città natale della celebre famiglia Borgia (conoscete tutti l’incantevole Lucrezia e lo spietato Cesare, vero?). Abbiamo avuto modo di percorrerla e conoscerla attraverso una incalzante Caccia al Tesoro nella quale dovevamo risolvere delle sfide, sciogliere enigmi, intervistare abitanti del luogo al fine di raggiungere la meta finale. 

YE_ES_6

Nei giorni successivi siamo entrati nella parte centrale del progetto nella quale abbiamo svolto attività di problem solving dei problemi delle nostre città natale e lavori di gruppo per sviluppare le nostre capacità di lavori di gruppo e leadership.

YE_ES_3

Nell’ultima parte abbiamo teorizzato e pianificato un nostro personale progetto da realizzare nel futuro: c’era chi vorrebbe scrivere un libro, chi aprire un B&B, chi diventare cuoco, ma anche chi più semplicemente teorizzava un’ autonomia e indipendenza personale per andare a vivere da fuori dalla casa familiare nel minor tempo possibile.

YE_ES_7

In conclusione mi sento di affermare come questo progetto mi sia piaciuto non poco. Alla partenza mi ero stabilito che dovesse essere l’ultimo E+. Uno che si rivelasse migliore rispetto ai precedenti che mi avevano lasciato una sorta di sensazione di incompiuto. Non per questo è stato un progetto semplice per me, ha richiesto anche stavolta un’uscita da una zona che ritenevo confortevole per iniziare a pensare in un nuovo modo e adattarsi a una nuova situazioneNon è forse questo lo scopo principale dei progetti Erasmus+?

YE_ES_1

Parliamoci chiaro, la settimana trascorsa non è molto differente da una qualsiasi settimana in un campo scuola/campo scout e l’input iniziale per intraprendere questa esperienza potrebbe essere quello di divertirsi. La differenza sta nell’esperienza inedita ogni volta che si vive, sia personalmente, sia assieme a sconosciuti col quale nel giro di pochi giorni si entra in simbiosi. Per questo posso dire che la suddetta esperienza sia stata a dir poco superlativa, dalle serate interculturali (e non) trascorse ballando, al rinvenimento di un cinghiale sulla battigia, fino alle urla di saluto da un capo all’altro del corridoio: FLAMA HERMANO!”

YE_ES_5