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Volontariato Europeo: l’esperienza di Maria Grazia in Polonia

  • Nome ▷ Maria Grazia
  • Destinazione ▷ Malbork – Polonia
  • Durata progetto ▷ 12 mesi

Maria Grazia ha partecipato ad un progetto di volontariato europeo in Polonia. Il progetto si è svolto nella scuola elementare numero 3 a Malbork.

  Maria Grazia, ci puoi presentare la scuola che ti ha accolto per il tuo servizio volontario?

La scuola elementare numero 3 a Malbork è posizionata a circa 3 km dal centro della città.

Nella scuola ci sono 437 studenti, 45 insegnanti. Le classi sono ben organizzate, ciascuna aula possiede un computer con un accesso a internet e al proiettore.

Sono anche presenti una sala computer, una libreria, una palestra e un dopo scuola per gli studenti più giovani. Nelle attività del dopo scuola i bambini possono giocare all’interno della scuola e nel cortile, fare i compiti, partecipare ad attività artistiche e trovare le loro passioni.

 

Maria Grazia 4La scuola elementare numero 3 a Malbork offre un alto standard di insegnamento.

I primi tre anni di scuola sono insegnati attraverso un sistema di educazione di integrazione tenuto da un solo insegnante che adatta lo spazio e il tempo alle attività dei bambini. Le classi quarta e quinta della scuola seguono diverse materie insegnate da docenti specializzati.

 

Inoltre ci sono altre attività per il dopo scuola: classi di danza, di canto, e di teatro, ma anche attività di supporto: aiuto nello studio, incluso nella letteratura e nella matematica. Queste attività sono presenti ogni settimana e gli aiuti individuali sono offerti secondo le necessità dei bambini.

Ho osservato che il principale obiettivo nella scuola è quello di estendere gli orizzonti dei bambini, di scoprire e sviluppare i loro talenti, e aiutarli nell’acquisire la capacità di risolvere problemi nelle situazioni della vita quotidiana. Gli insegnanti incoraggiano fortemente i bambini a diventare persone indipendenti con la capacità di auto-analisi – bambini che sono sensibili e responsabili cittadini del mondo.

▷  Qual è stato il tuo ruolo?

Maria Grazia 1Il mio obiettivo nella scuola è stato quello di coinvolgere i bambini nello spirito europeo. C’è stato un doppio scambio della conoscenza culturale, perché loro mi hanno aiutato a conoscere le tradizioni e la vita culturale in Polonia (teatri, concerti, musei, viaggi in altre città della Polonia). Io allo stesso tempo ho condiviso le tradizioni e i costumi del mio paese. In questa esperienza ho avuto l’opportunità di imparare le basi della lingua Polacca, e gli studenti hanno potuto praticare l’inglese e l’italiano.

 

Nel mio progetto ho partecipato in diverse attività:

  • Ho organizzato workshops riguardo le tradizioni e la cultura della Sardegna per la quarta, quinta e sesta classe.
  • Ho insegnato Inglese per bambini dalla zero alla classe sesta. Ho proposto esercizi di grammatica e vocabolario, aiutandoli a praticare l’inglese.
  • Da febbraio, ho iniziato con l’insegnamento dell’italiano per la classe quinta e sesta.
  • Nella seconda parte del progetto, ho preparato semplici esperimenti di fisica con alcuni gruppi di bambini, dando loro conoscenze scientifiche riguardo l’elettromagnetismo, la meccanica e i fluidi.
  • ho aiutato nelle attività del dopo scuola e nelle classi di educazione fisica, proponendo dei giochi per i bambini

  Come valuti questa tua esperienza di volontariato europeo?

Sono stata molto soddisfatta della mia esperienza e non credo che, se tornassi indietro, cambierei qualcosa: mi ha aperto tante porte e penso che anche le difficoltà che ho incontrato abbiano contribuito a rendere quest’avventura così importante per me. Il lascito più bello sono le persone che ho conosciuto: ognuna mi ha insegnato qualcosa di nuovo e mi ha aperta a realtà che non conoscevo.

Credo inoltre che il volontariato europeo sia un’esperienza molto professionalizzante. L’inserimento all’interno di una struttura (che può essere un’associazione, una scuola o un ente) permette al volontario di entrare in contatto con un ambiente professionale e d’imparare la gestione dei diversi rapporti in tale ambito. Ho imparato a parlare l’inglese e un po’ di Polacco. Tuttavia non credo che, da questo punto di vista, sia l’aspetto linguistico il più importante, quanto piuttosto tutte le competenze trasversali che un volontario acquisisce durante il suo SVE.

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