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SVE – Dario e la sua nuova vita a Tours, in Francia

  • Nome ▷ Dario
  • Destinazione ▷ Tours – Francia
  • Durata progetto ▷ 10 mesi

Dario ha iniziato il 1° ottobre 2017 uno SVE di 10 mesi presso la MAISON DE L’EUROPE di Tours, in Francia

Ecco come ci racconta il primo periodo di questa sua nuova vita in Francia:

▷  Dario, ci puoi raccontare quali attività hai svolto in questo tuo primo periodo SVE?

  • 20171001_161359ho iniziato a farmi conoscere e a prendere contatti con altri volontari sia in SVE che in servizio civico per creare un gruppo informale di volontari nella regione;
  • ho iniziato a lavorare in collaborazione con un’altra associazione al workshop per la scrittura di CV e lettere di motivazione in inglese (il 1° incontro si è tenuto  il 15 novembre);
  • ho lavorato al workshop per bambini “Contes et légends d’Italie”, durante il quale presenterò racconti e leggende della tradizione popolare italiana ai bambini nell’ambito della rassegna culturale Linguafest (25-26 novembre);
  • ho partecipato ad una trasmissione radio per presentare me e il progetto (seguiranno altre trasmissioni su tematiche varie da me scelte; sono già stato invitato a partecipare ad un’altra trasmissione per parlare della regione dalla quale provengo);
  • ho svolto attività di promozione e accoglienza ai ragazzi giunti presso la nostra struttura in cerca di informazioni sullo SVE.

▷  Com’è stata finora la tua esperienza SVE ?

La mia esperienza fino ad ora è decisamente positiva. Ho incontrato persone estremamente cordiali e disponibili, che mi hanno aiutato ad ambientarmi e farmi sentire meno la mancanza di casa nei primi giorni.

 

Ogni giorno imparo ad immergermi sempre più nella cultura francese, che, per molti aspetti, è molto simile alla cultura italiana. Sia gli italiani che i francesi hanno un certo gusto per la buona cucina, la convivialità e l’ospitalità. Sia i francesi che gli italiani guidano come pazzi e imprecano al volante.

 

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Riguardo alle differenze, beh, il costo della vita è più elevato in Francia (trasposti, spesa, divertimenti), la suddivisione degli spazi abitativi è differente (mi riferisco soprattutto alla dicotomia salle de bain – toilette), i giovani francesi escono prima dall’università ed è più facile trovare una maggiore percentuale di giovani sotto ai 30 con posizioni lavorative più stabili (questo nonostante una certa staticità del sistema lavorativo, che per molti aspetti è simile a quello italiano e non come quello dei paesi anglosassoni; e, nonostante quello che dicono i francesi, mi pare che qua il sistema studio-apprendistato funzioni discretamente).

 

Ho riscontrato anche molto interesse nei confronti dell’Europa e dei programmi di mobilità tra i giovani delle superiori (cosa che mi sembra manchi in Italia, almeno in quelle realtà provinciali paragonabili a Tours).

 

Ho anche scoperto che i francesi (almeno quelli di Tours) amano l’Italia, al contrario di quanti molti ritengono (devo ammetterlo, anche io pensavo che i nostri cugini d’oltralpe fossero un po’ snob nei nostri confronti).

 

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